Frà Daniele Natale 
Sulle Orme del Santo da Pietrelcina

Il desiderio di raccontare tra le pagine del nostro sito la storia del frate cappucino Frà Daniele Natale, nasce in primo luogo per la profonda ammirazione e riconoscenza, da parte di noi nipoti, per gli insegnamenti di vita che ancora oggi riesce a trasmetterci con il suo vissuto, di uomo e frate, caratterizzato da un grande senso di carità e disarmante semplicità; in secondo luogo per permettere a coloro che vengono in visita a San Giovanni Rotondo di documentarsi sulla storia di Frà Daniele, e allo stesso tempo conoscere gli aneddoti che lo legano alla vita di San Pio.

Nipoti Augello

 

 ʽʽ Che la dolce Mamma scriva tutti i nostri nomi nel Suo Cuore e ci faccia incontrare in paradisoʼʼ

 Fra Daniele

 


News: Frà Daniele Servo di Dio

 
Processo di Beatificazione e Canonizzazione

MONS. MICHELE CASTORO

Arcivescovo di Manfredonia - Vieste - San Giovanni Rotondo

Presidente della Fondazione "Casa Sollievo della Sofferenza"


EDITTO

Sono giunto alla determinazione di promuovere la Causa di beatificazione e canonizzazione del servo di Dio fra DANIELE NATALE

laico professo dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini, nato l'11 marzo 1919 e morto a San Giovanni Rotondo il 6 luglio 1994 in fama di santità.

A questo scopo il Postulatore, legittimamente deputato, ha rivolto a me, a norma del Diritto, la formale richiesta di iniziare l'Inchiesta diocesana sulla vita, sulle virtù e fama di santità del predetto servo di Dio.

Avuto il consenso della Conferenza Episcopale Pugliese, espresso nella sessione ordinaria svoltasi nei giorni 30-31 gennaio e 1 febbraio 2012, ritengo opportuno, per la gloria di Dio, che è mirabile nei suoi Santi, di accogliere tale richiesta e di procedere in conformità alla Costituzione Apostolica Divinus Perfectionis Magiter del 25 gennaio 1983 e delle rispettive Normae servandae emanate dalla Congregazione delle Cause dei Santi il 17 febbraio 1983.

Pertanto

DISPONGO

1.   Quanti sono a conoscenza del servo di Dio e conservano significativi ricordi e documenti utili alla Causa, ne diano relazione alla nostra Curia Arcivescovile, indicandone le fonti della propria conoscenza e apponendo alla stessa relazione la firma, la data e il proprio indirizzo. Chi ritiene di conoscere qualcosa che sembri contraria alla fama di santità del servo di Dio, è tenuto ugualmente a notificarla.

2.   Tutti coloro che sono in possesso di Scritti di qualsiasi genere sono invitati a consegnarli quanto prima alla medesima Curia Arcivescovile, in originale o in fotocopia, debitamente autenticata dal nostro Cancelliere o dal proprio Parroco.

La presente notificazione sia fatta conoscere al Clero, ai Religiosi e venga affissa alle porte delle chiese e oratori pubblici.

Dato a Manfredonia, dalla Curia arcivescovile, il giorno 08 marzo 2012.

 

Michele Castoro Arcivescovo

 sac. Matteo Tavano

Cancelliere arcivescovile



Nomina del Tribunale Ecclesiastico

Il giorno 7 Luglio 2012 dopo la celabrazione eucaristica presieduta da ma Mons. Michele Castoro, Arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, si è proceduti con la nomina del Tribunale Ecclesiastico e del giuramnento dei membri ad esso appartenenti. Le tre figure del Tribunale Ecclesiastico insediate: Giudice, Promotore di giustizia e Notaio, avranno  il compito di interrogare i testimoni e ricevere da una commissione storica tutta la documentazione riguardante la vita, le virtù e la fama di santità del Servo di Dio Frà Daniele Natale.




Biografia

 
L’11 marzo 1919 Frà Daniele, al secolo Michele Natale, nasce a San Giovanni Rotondo da Berardino e Angelamaria De Bonis, entrambi coltivatori e pastori. E’ il quarto di sette figli. A cinque anni e mezzo Michelino comincia a studiare, ma i suoi studi regolari non vanno oltre la terza elementare, anche se le sue conoscenze del mondo rustico-agreste diventano ricche e profonde. Sin da piccolo aiuta i genitori e i fratelli nei lavori dei campi e dei pascoli. Qui ammira più volte un enorme uccello bianco che si posa nelle vicinanze e spesso nota anche un fascio di luce luminosa, proveniente da San Giovanni Rotondo, posarsi su di lui. Più tardi frà Daniele spiegherà questi fenomeni come segni della bontà del Signore ed espressioni della protezione di San Pio da Pietrelcina che lo seguiva fin da allora.

Il 4 giugno 1933, festa della Pentecoste, il giovinetto si reca alla chiesa del convento "Santa Maria delle Grazie" di San Giovanni Rotondo per partecipare alla Santa Messa, dare gli auguri al superiore del convento e ricevere da lui la benedizione, prima di entrare nel seminario cappuccino. Qui con grande sorpresa e gioia incontrerà San Pio, che da due anni era segregato, pronto per fare da diacono durante la celebrazione eucaristica.In quella circostanza San Pio gli mise la mano sulla testa, lo benedisse e gli disse: "Auguri, figlio mio". Due giorni dopo, Michelino entra nel convento di Vico del Gargano, per studiare e diventare sacerdote. Rimane nel convento di Vico del Gargano come postulante, per nove mesi.

Nel 1934, è trasferito a Foggia nel convento di Sant’Anna per sostituire come sacrista e portinaio un frate neo-professo andato altrove.

Il 25 marzo 1935, Michelino va a Morcone (BN) per la formazione religiosa e il noviziato e prende il nome di frà Daniele. Il 2 aprile dell’anno dopo si consacra al Signore con i voti temporane.

Il 12 maggio 1940 emette la professione perpetua. Durante la seconda guerra mondiale e nei primi anni del dopo-guerra frà Daniele fa il questuante-cuoco nel convento di Sant’Anna a Foggia, sempre sede del Superiore Provinciale.

Nel 1952, a frà Daniele, viene diagnosticato un tumore alla milza e si ricovera presso la clinica "Regina Elena" di Roma. In seguito, frà Daniele viene assegnato al convento di San Giovanni Rotondo, per motivi di salute, poi a quello di Vico del Gargano, di Isernia, e Cerignola con le mansioni di cuoco, questuante, portinaio, telefonista e sacrista.

San Pio gli si offre come padre spirituale e, da padre amoroso, gli affida diversi compiti, tra cui quello di messaggero conferenziere ed animatore dei Gruppi di Preghiera. Frà Daniele vive sotto la direzione spirituale e speciale di San Pio, mette in pratica i suoi suggerimenti, lo imita nella devozione a Gesù Sacramentato ed alla Vergine Santissima e lo segue sulla via del dolore e della sofferenza, ricevendo, tramite l’intercessione della Mamma Celeste e del suo padre spirituale, tante grazie e favori celesti per sé e per la gente che si affida alle sue preghiere ed ai suoi sacrifici. Per ultimo, frà Daniele, offre la sua vita per il nipote Padre Remigio Fiore gravemente malato.

Il 6 luglio 1994 a 75 anni di età, frà Daniele, per volontà del Signore, chiude gli occhi alla luce di questo mondo e li riapre alla luce della beata eternità. La tomba nella cappella di famiglia del cimitero di San Giovanni Rotondo, nella quale ora frà Daniele riposa, è meta continua di pellegrini che col passare del tempo diventano sempre più numerosi.