Luoghi da Visitare nei Dintorni




Monte Sant' Angelo - distanza 26 Km




Santuario di San Michele Arcangelo


Il Santuario di San Michele sul Gargano è uno dei luoghi sacri più suggestivi al mondo. Diventato nel 2008 patrimonio dell’Unesco, la sua origine si può collocare tra la fine del V e l’inizio del VI secolo. Quattro le apparizioni avvenute nel corso dei secoli narrate con straordinaria e commossa vivacità a testimonianza dei fatti miracolosi che vi accaddero. Nel novembre del 1989 è stato aperto il museo devozionale che ha sede negli ambienti adiacenti al locale oggetti-ricordo. Scopo del museo è raccogliere e mettere in mostra per i visitatori i diversi oggetti che testimoniano il culto verso San Michele Arcangelo. Si tratta in gran parte di doni offerti al Santuario dai pellegrini nel corso della sua storia secolare, come segno di riconoscenza per le grazie ricevute. Gli oggetti sono esposti nel corridoio e in quattro sale che compongono gli spazi del museo. Nel corridoio, a destra, ha trovato posto la raccolta dei diversi reperti archeologici del secolo VI-IV a.C. Sulla parete di sinistra sono stati esposti “ex voto” in forma dei dipinti che testimoniano le grazie e i miracoli ottenuti per intercessione di San Michele. La parte più suggestiva delle antiche costruzioni del santuario sono le Cripte. Questi ambienti risalgono all’epoca longobarda e sono ritornati alla luce in seguito agli scavi promossi da Mons. Nicola Quitadamo negli anni 1949-1960. Una volta servivano come l’ingresso alla Grotta e furono definitivamente abbandonati nel secolo XIII, all’epoca delle costruzioni angioine. Numerose iscrizioni lungo le pareti delle “cripte”, talune a caratteri runici, testimoniano il notevole afflusso dei pellegrini provenienti da tutta l’Europa fin dall’epoca longobarda.
Ma il santuario di San Michele Arcangelo non è l'unica attrattiva di questi luoghi,
perchè a circa nove chilometri a sud-ovest dal centro abitato di Monte Sant'Angelo in uno scenario di rocce grigie su strapiombi profondi oltre 200 metri, si trova l'abbazia di Santa Maria di Pulsano, un' importante complesso storico datato 1070-1139. L' Abbazia è stata nei secoli luogo di monaci, anacoreti e cenobiti che si sono dedicati alla contemplazione e all’ascesi. Intorno all’edificio si trovano numerosi eremi (per ora ne sono stati censiti 24), alcuni dei quali ubicati in luoghi davvero inaccessibili. Il sito ha visto incursioni saracene e il passaggio di diversi ordini monastici fino all’abbandono nel 1969, che ha portato a un progressivo degrado degli eremi e a un processo di grave depauperamento artistico dell’Abbazia, a causa di furti di ignoti e atti vandalici. Nel 1997, la chiesa abbaziale è stata riaperta al culto pubblico e vi è stata fondata la comunità monastica di Pulsano. Oggi i monaci con costanza e passione si prendono cura degli eremi e ne garantiscono dove possibile la loro fruizione;


 


Basilica di San Michele Arcangelo



Grotta di San Michele


Chiesa di Santa Maria di Pulsano 




San Marco in Lamis - distanza 7,5 Km




Santuario di San Matteo


Convento di San Matteo si trova a pochi minuti da San Giovanni Rotondo, e rappresenta un luogo di fede immerso nella natura, dove si respira un'aria di assoluta tranquillità. La storia di questo luogo è stata molto travagliata nel decorso degli anni. Dopo un lungo periodo di abbandono, fu considerata l’ipotesi di rivalutarlo. Nel 1885 un fratello laico, fra Matteo Donato Tancredi di San Marco in Lamis, risparmiando sulle 95 lire annue che gli passava il Fondo per il Culto e con qualche lavoro, aveva comprato dal Demanio il fondo rustico, una volta orto del Convento, posto sul lato meridionale del convento stesso. Il 6 maggio dello stesso anno, dal Comune di San Marco, in aperto dissenso con quanto il Governo aveva stabilito, fu spedita una missiva alla volta di Roma, convento di Aracœli, Curia Generale dei Frati Minori, in cui si chiedeva di considerare la possibilità del ritorno dei frati. Nel 1904 i governanti locali lessero la proposta di affidare ufficialmente, e dietro pagamento di adeguato affitto, il convento ai Frati Minori. Si convenne l’annua somma di £. 500, in seguito ridotta a £. 300; la somma, a dir la verità, era esigua, ma aveva il suo corrispettivo nell’impegno dei Frati di provvedere alla manutenzione ed alle opere murarie necessarie. La comunità era giovane e decisa a sfidare la vita. Assistere i pellegrini fu il lavoro principale, insieme alla difficile arte di sopravvivere in un luogo dove tutto era da inventare e costruire. Ma al convento di San Matteo i nuovi tempi richiedevano molto di più. I superiori vollero che il convento fosse sede dello Studio Teologico della Provincia monastica. Era la prima volta che l‘antico monastero, da quando era diventato convento francescano nel 1578, era chiamato ad un compito culturale così impegnativo. Questa prima esperienza segnò definitivamente il destino del convento di San Matteo che da allora fu sempre uno dei centri culturali più fervidi della Capitanata. Si viveva con l’entusiasmo dei pionieri: tutti intenti a scoprire caratteristiche e possibilità, tessere rapporti. In questa atmosfera vivace e creativa, i Frati il 6 aprile del 1908 tennero a battesimo il vicino Villaggio San Matteo, in seguito chiamato Borgo Celano. Ben presto la Biblioteca, sotto la spinta degli interessi culturali dello Studio di Teologia, crebbe rapidamente. Oggi la Biblioteca di San Matteo dispone di un patrimonio di oltre 60.000 volumi, tra cui anche molti libri della Biblioteca privata di uno dei suoi fondatori, P. Diomede Scaramuzzi. Il Convento fu terminato nel 1927. Oggi rappresenta uno dei luoghi dove quel tipo di silenzio è difficile trovare altrove: un’oasi di pace e di meditazione.